Quando una cura non va come dovrebbe, non sempre si tratta di un errore. Capire se c'è stata una responsabilità del medico o della struttura richiede l'esame della documentazione clinica e il supporto di un medico legale.
Lo studio assiste i pazienti e i loro familiari nella valutazione del caso, nella fase stragiudiziale con le strutture sanitarie e le assicurazioni e, se necessario, in giudizio.
Di cosa si occupa lo studio
- Diagnosi errata o non tempestiva
- Violazione di protocolli e linee guida sanitarie
- Rapporto tra medico e struttura
- Consenso informato
- Risarcimento dei danni alla persona
- Mediazione e consulenza tecnica preventiva
Come funziona la responsabilità sanitaria
La Legge 24/2017 distingue la posizione della struttura sanitaria da quella del medico che vi opera. La struttura risponde verso il paziente come per un contratto, con un termine di prescrizione di dieci anni. Il medico dipendente risponde invece per fatto illecito, con un termine di cinque anni e un onere della prova più gravoso per il paziente.
Prima di avviare la causa è obbligatorio un passaggio preliminare: la consulenza tecnica preventiva davanti al giudice oppure la mediazione. È in questa fase che spesso si arriva a una soluzione.
Il nesso di causalità
Non basta dimostrare che il medico ha sbagliato o ha omesso un intervento: occorre provare che proprio quella condotta ha causato il danno. Il giudice valuta questo legame secondo un criterio di probabilità, ed è per questo che la consulenza medico-legale è decisiva fin dall'inizio.
Domande frequenti
Come capisco se c'è stato un errore medico?
Il primo passo è richiedere la copia della cartella clinica e di tutta la documentazione sanitaria. Lo studio la fa esaminare da un medico legale, che indica se esistono gli elementi per una richiesta di risarcimento.
Entro quanto tempo posso chiedere il risarcimento?
Di regola entro dieci anni nei confronti della struttura sanitaria ed entro cinque anni nei confronti del medico dipendente. È comunque consigliabile agire il prima possibile, finché documenti e ricordi sono disponibili.
Cosa succede se il medico non mi ha informato sui rischi?
La violazione del consenso informato può dare diritto a un risarcimento autonomo, anche quando l'intervento è stato eseguito correttamente, se il paziente dimostra che, adeguatamente informato, avrebbe scelto diversamente.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale sul caso specifico.